In questo momento tutti stanno formando i propri team all’IA. Benissimo. È necessario, e lo facciamo anche noi.

Ma l’IA dà gli stessi strumenti a tutti, a voi come ai vostri concorrenti. Tra diciotto mesi i vostri team e i loro sapranno scrivere lo stesso prompt, produrre la stessa bozza, guadagnare le stesse ore. Un vantaggio che hanno tutti non è più un vantaggio.

La differenza non la farà lo strumento. La farà quello che i vostri team oseranno farne: la domanda che nessun altro pone, l’idea che dà un po’ fastidio, il tentativo fatto un martedì mattina senza autorizzazione scritta. In altre parole la loro creatività, non quella dei poster in ascensore, ma quella che si gioca in riunione.

E questo non dipende da una licenza Copilot. In vent’anni di seminari sull’innovazione, dai workshop in Ducati ai team delle PMI, vediamo sempre le stesse cinque condizioni decidere la sorte delle idee:

Il tempo

Un collaboratore può dedicare un’ora, questa settimana, a un tema che non rientra nelle sue mansioni? Se la risposta è «quando avrà finito tutto il resto», le idee aspetteranno per sempre.

Il permesso di sbagliare

L’ultima idea che non ha funzionato: che cosa è successo alla persona che l’aveva proposta? Tutti nel team conoscono la risposta, ed è quella risposta, non la vostra carta dei valori, a decidere se qualcuno proporrà la prossima.

Un percorso chiaro per proporre

I vostri collaboratori sanno a chi portare un’idea, e che cosa ne sarà poi? Un’idea senza percorso finisce sempre nello stesso posto: su un taccuino, e poi da nessuna parte.

Manager che fanno da ponte

I vostri manager vengono valutati anche su ciò che fanno emergere nel loro team, o solo su ciò che consegnano? Si ottiene ciò che si misura, mai ciò che si dichiara.

Un seguito che esiste davvero

Che cosa resta, sei mesi dopo, delle trenta idee annotate all’ultimo seminario? È la condizione che tiene insieme tutte le altre: senza follow up, ogni entusiasmo si spegne il martedì successivo.

A che punto è la vostra organizzazione?

Abbiamo messo queste cinque dimensioni in una diagnosi online: 15 domande, 4 minuti, e la leva da affrontare per prima, quella che da voi fa ricadere le idee.

Il momento è azzeccato: a settembre si riparte tutti con delle intenzioni. È gratuita, e il risultato compare subito.

Valérie Jakobowski dirige Papaya Consulting e conduce il seminario «Innovare day to day» in francese, in italiano e in inglese.